Vaccini in Giappone: Qual è la situazione?

di Ilaria Canali

Ad Aprile 2021 la campagna vaccinale ha già dimostrato i suoi effetti nelle più ricche aree del pianeta. In molte nazioni una buona dose della popolazione ha già ricevuto la prima dose di vaccino e questo ha portato i rispettivi governi a ridurre le misure restrittive per tentare un ritorno alla normalità pre-covid. Infatti, in nazioni come Israele la percentuale di persone che ha ricevuto almeno una dose, a fine Aprile 2021, risulta essere il 62%, nel Regno Unito il 51%, negli Stati Uniti il 43% e in Germania il 28%.

Tuttavia in altre nazioni come Russia o Corea del Sud il numero di vaccinati con la prima dose risulta rispettivamente nell’8% e 7% della popolazione totale (dati di fine Aprile). Il Giappone, pur essendo parte del G7 e quindi considerato tra i paesi più ricchi e sviluppati nel mondo, figura essere in questo secondo gruppo di paesi con una percentuale di vaccinati eccessivamente bassa. Infatti a fine maggio 2021 solo il 4% della popolazione risultava essere completamente vaccinata e questo ha creato non poche preoccupazioni tra la comunità internazionale in quanto Tokyo ha aperto i Giochi Olimpici a fine luglio 2021 in uno stato di sicurezza tutt’altro che certo.

Fino alla metà di quest’anno il Giappone è riuscito ad evitare una drammatica diffusione del virus rispetto ad altre nazioni, ma da fine maggio la situazione è cambiata. Tokyo si è presentata ai giochi olimpici come l’hotspot per eccellenza raggiungendo i 4000 contagiati giornalieri i primi giorni di agosto, mentre ad Osaka, seconda città per numero di contagi, gli ospedali hanno registrato una carenza di letti ospedalieri e ventilatori da fine maggio1. L’alto numero dei contagi dimostrava quindi un urgente bisogno di una funzionale campagna vaccinale, che purtroppo sta ancora ritardando ad essere messa in atto.

Secondo uno studio pubblicato da The Lancet2, il ritardo nella somministrazione di vaccini può essere attribuita a tre fattori principali. Come prima causa c’è il ritardo nell’approvazione dei vaccini secondo il regolamento nazionale. Nonostante il Giappone avesse già approvato il vaccino Pfizer-Biontech nel Febbraio 2021, che tra l’altro risultava essere l’unico disponibile ad Aprile 2021, il ritardo per l’accesso al mercato giapponese rispetto ad altre nazioni era dovuto al fatto che il regolarmente nipponico per l’approvazione di vaccini “esterni” richiede prima un test clinico domestico su cittadini giapponesi con successivo processo di revisione. Siccome il numero di pazienti con covid registrati è sempre stato minore in Giappone rispetto ad altri paesi, il Giappone non ha potuto registrarsi per i test clinici internazionali volti a provare l’efficacia dei vaccini. Ad aprile 2021 altri vaccini erano sotto revisioni per l’approvazione, e contemporaneamente sono sorte critiche riguardo il possibile cambiamento delle regolazioni per l’approvazione dei vaccini in modo da rendere il procedimento più veloce così da distribuire più dosi, in tempi più brevi.

La seconda ragione è dovuta al ritardo nelle importazioni del vaccino stesso. Nonostante il Giappone abbia firmato contratti con Pfizer-Biontech per l’importazione di 196 milioni di dosi entro la fine del 2021, ci sono stati diversi ostacoli tra cui la temporanea interruzione della produzione e le approvazioni per l’esportazione da parte della UE. In totale, solo 28 milioni di dosi sono state importate entro la fine di aprile 2021.

La terza e ultima ragione risulta essere ancora una volta domestica. Infatti il piano di vaccinazione si è rivelato insufficiente per portare avanti una vaccinazione di massa. Meno del 15% delle dosi importate sono state usate fino a Giugno 2021. Il motivo per una così bassa somministrazione di dosi si ritiene sia dovuto al fatto che in Giappone solo infermieri e dottori possono legalmente vaccinare i cittadini e molte amministrazioni locali hanno trovato difficoltà ad assumere personale qualificato in numero sufficiente al bisogno. Di solito in ospedali o cliniche i dottori somministrano il vaccino individualmente ma la loro capacità risulta limitata in quanto devono anche offrire altri servizi medici come previsto. Per operare una vaccinazione di massa quindi il governo ha convertito grandi spazi pubblici in centri di somministrazione in cui le vaccinazioni sono operate da operatori medici appartenenti alle Forze di Difesa nazionali, con l’aiuto temporaneo di altro staff medico.

Il ritardo nella campagna vaccinale sta creando condizioni favorevoli per la diffusione di nuova varianti del coronavirus, soprattutto la variante Delta, in territorio nipponico dovuto principalmente ad un aumento di contagi. Oltre ai tre fattori sopra elencati di seguito ne vengono riportati altri due meno ufficiali ma ritenuti comunque molto validi per offrire un quadro completo della situazione.

Un’altra grande complicazione è il sistema di prenotazione. Essendo un sistema centralizzato risulta non essere mai aggiornato correttamente, rivelandosi piuttosto arcaico. Esso si basa su una distribuzione di vouchers a tutti i residenti (giapponesi e stranieri aventi permesso di soggiorno) per posta. Una volta ricevuto il voucher i richiedenti dovrebbero recarsi alle rispettive cliniche o ospedali per prenotare la loro dose o registrarsi online, l’efficacia di quest’ultimo metodo abbastanza discutibile in quanto spesso la fascia 65+ non ha i mezzi necessari per prenotare tramite web. Un’altra ragione3, per la lenta inoculazione tra il pubblico giapponese può essere dovuta anche ad una generale sfiducia nei confronti dei vaccini e possibili controindicazioni sulla salute anche a distanza di mesi dopo l’inoculazione. La sfiducia nei confronti dei vaccini è relativamente alta in Giappone in confronto ad altre nazioni, una ricerca fatta dall’Imperial College London4 e la società di sondaggi YouGov ha dimostrato che a maggio 2021, il Giappone così come la Corea Del Sud aveva il minor numero dei partecipanti (47%) dichiaratosi fiducioso nei vaccini anti COVID-19 tra le 15 nazioni prese in esame. Tuttavia, quanto questa sfiducia nei vaccini si traduca in un totale rifiuto di farsi vaccinare è ancora da dimostrare. Una seconda analisi5 ha infatti messo in evidenza che i no-vax convinti non sono altro che una minoranza mentre la maggior parte si rivelano dubbiosi o titubanti, preferendo magari rimandare la propria inoculazioni ad un momento in cui ci saranno più certezze relative ai possibili effetti collaterali sulla salute delle persone. Nonostante tutto, i piani del governo giapponese da settembre in poi sono i seguenti: inoculare tutti i residenti dai 16 anni in su entro la fine di settembre, e completare tutte le vaccinazioni entro la fine di novembre. Di seguito vengono riportati i maggiori cambiamenti avvenuti nei mesi di giugno e luglio.

Giugno 2021

Il governo giapponese6 ha reso nota la decisione di aumentare il numero dei centri vaccinali così da ridurre il lavoro per le cliniche locali e aumentare il numero di inoculazioni. I vaccini per lo più somministrati nel paese a fine mese erano principalmente Pfizer-Biontech e Moderna le cui dosi sono state inoltre consegnate in alcuni luoghi di lavoro, e università a partire dal 21 di Giugno. Le rispettive aziende e università poi, una volta ricevute le dosi, si sono gestite autonomamente riguardo a chi possa ricevere il vaccino, e quando. Nel caso di alcune aziende, ad esempio, è stato concesso anche ai familiari dei loro impiegati di potersi vaccinare, oltre a dare la priorità a impiegati più anziani e/o con particolari condizioni di salute. Il piano era quello di vaccinare 5,000 persone al giorno a Tokyo, e 2,500 a Osaka con Moderna e di raddoppiare questi numeri tra Giugno e Luglio costruendo grandi centri vaccinali in città minori come Kobe e Nagoya. Dal 21 Giugno 2021, 17 Università in 11 prefetture hanno iniziato a somministrare le prime dosi a studenti e cittadini7 seguite poi da altre università nel mese di luglio.

Luglio 2021

Nel mese di luglio si è verificata una situazione a ‘collo di bottiglia’. Molte cliniche e ospedali hanno smesso di accettare prenotazioni dichiarando di non essere in grado di garantire la disponibilità delle dosi per il mese di Agosto, creando ancora più confusione tra i pazienti e un rallentamento della campagna vaccinale che era riuscita a prendere un ritmo accelerato in vista delle olimpiadi. Il Giappone si era riuscito ad assicurare un enorme numero di dosi del vaccino Pfizer (100 milioni a fine Giugno) ma nonostante ciò solo 44 milioni sono state amministrate evidenziando una mal gestione delle risorse, con molte dosi disponibili in luoghi in cui la domanda era minima, mentre altri luoghi ad alta domanda avevano presto esaurito le dosi. Il numero di dosi distribuite dalle varie municipalità è di gran lunga maggiore di quelle ricevute dal governo centrale. Inoltre i registri risultano sempre non aggiornati perché molti centri decidono di vaccinare persone senza il voucher assumendo che essi lo riceveranno in un secondo momento e di conseguenza le dosi somministrate ‘prima del dovuto’ non risultano a sistema8.

In data odierna, agosto 2021, la percentuale di popolazione vaccinata è 32% mentre coloro che hanno ricevuto almeno una dose sta al 42%. La speranza è che nel mese di settembre arrivino più dosi del vaccino Pfizer-Biontech e le somministrazioni possano procedere ad una velocità simile se non superiore quella di Giugno e Luglio così da vaccinare tutta la popolazione prima della fine di quest’anno come previsto.

Note

  1.  Japan ramps up mass vaccinations in Tokyo and Osaka amid Covid surge
  2. Delayed COVID-19 vaccine roll-out in Japan
  3. In Japan, anti-vaccine movement threatens to make widespread hesitancy worse
  4. Global attitudes towards a COVID-19 vaccine
  5. 新型コロナワクチン、「すぐにでも接種したい」が「様子見」を逆転 ワクチン休暇の導入は、
  6. Japan to start COVID-19 vaccinations at workplaces and universities on June 21
  7. 新型コロナ ワクチン職域接種 全国17大学でもきょうから開始
  8. Japan’s vaccination drive slowed by distribution bottlenecks ahead of Olympics
  9. Per coloro che sanno leggere il giapponese, lascio alcuni link con dati aggiornati: チャートで見る日本の感染状況 新型コロナウイル新型コ ロナワクチン「接種する」は56%―慶應大調査

Ilaria Canali

Dopo essersi laureata presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia in Lingua e Cultura Giapponese si è trasferita in Giappone, dove ha appena terminato un Master in Relazioni Internazionali all’Università Ritsumeikan di Kyoto. Attualmente sta conducendo due stage online con due NGO presenti in Giappone. I suoi campi di ricerca comprendono la politica internazionale e il fenomeno delle migrazioni, approfondito nelle sue tesi di laurea, in Europa e in Giappone.

Crediti

Copertina by Sanofi Pasteur. all rights reserved to the author. “IPV vaccination” by Sanofi Pasteur is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

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