L’influenza di Andersen nella letteratura cinese d’infanzia

di Veronica Di Silvestre (Referente Sezione Cina)

La letteratura cinese d’infanzia negli ultimi anni sta conoscendo un successo sempre maggiore. I valori universali sottesi ai racconti tipicamente cinesi suscitano un crescente interesse a livello internazionale. Infatti, nel 2016, per la prima volta nella storia della letteratura d’infanzia è stato uno scrittore cinese, Cao Wenxuan, ad aggiudicarsi l’ambito premio Hans Christian Andersen (Magagnin, 2021). In un certo qual modo, è proprio allo scrittore danese che si deve la nascita di questo genere letterario in Cina, il quale aveva incominciato a fiorire già a partire dagli inizi del XIX secolo sulla base di antiche leggende tramandate oralmente. Tuttavia, fu grazie alle prime traduzioni in cinese dei racconti di Andersen, agli inizi del XX secolo, che la letteratura d’infanzia cinese, ancora in stato embrionale, conobbe una forte spinta propulsiva (Zhai, Gu, 2008)1.

Andersen fotografato da Thora Hallager nel 1869,

Lo stile unico delle fiabe di Andersen, capace di combinare realtà e immaginazione, fu ampiamente apprezzato dagli scrittori cinesi degli anni Venti e Trenta del secolo scorso come Ye Shengtao, Yan Wenjing, Zhang Tianyi e Huang Qingyun, Su Su e Qiu Zhong (Wei 2016). Infatti, questi ultimi ripresero dai racconti dello scrittore danese tre principali caratteristiche: zhen 真 «il vero», che si riferisce alla verosimiglianza data dal realismo che ritrae e allo stesso tempo critica la società; qi奇 «la meraviglia», in riferimento all’elemento fantastico e immaginifico reso attraverso oggetti magici e animali parlanti; infine, mei美 «la bellezza», che si manifesta nell’uso della lingua semplice e nell’espressione dei sentimenti più puri (Wang, 1981; Zhang, Chen 2019).

Tra gli scrittori che maggiormente hanno subito l’influenza di Andersen, Ye Shengtao è senza dubbio il più degno di nota. Nato nel 1884 a Suzhou, egli è considerato uno degli iniziatori della letteratura d’infanzia in Cina. Incominciò a scrivere racconti per ragazzi quando era insegnante presso una scuola elementare. Essendo stato influenzato dal Movimento del Quattro Maggio (1919), si fece promotore dell’uso del baihua 白话 «lingua vernacolare» nella letteratura scritta. Inoltre, sostenne la standardizzazione della grammatica, del lessico e della punteggiatura e la semplificazione dei caratteri del cinese moderno. La sua scrittura è principalmente caratterizzata da uno stile distaccato e realista (Zhou, 2018). In questa sede, attraverso una breve analisi del racconto Daocaoren 稻草人 «Lo Spaventapasseri», da cui prende il nome la raccolta di racconti pubblicata nel 1923, si vuole offrire una prova concreta della profonda influenza dello stile di Andersen sulla prima fase della letteratura cinese d’infanzia.

Ye Shengtao

In questo racconto, in particolare, si possono ritrovare le tre principali caratteristiche che hanno ispirato gli scrittori cinesi di letteratura d’infanzia tra gli anni Venti e Trenta. La storia si svolge nella Cina rurale degli anni Venti del secolo scorso. Proprio nell’ambientazione possiamo scorgere l’influenza della prima caratteristica dei racconti di Andersen ossia zhen, la verosimiglianza e, dunque, il realismo. Così come Andersen, attraverso la figura della protagonista de La Piccola Fiammiferaia lasciata morire di freddo nella totale indifferenza della gente critica la società danese, anche Ye Shengtao, avvalendosi delle figure della padrona dello spaventapasseri, la pescatrice, il figlio malato e la giovane donna suicida, vuole denunciare le condizioni di povertà delle campagne cinesi.

La vicenda, che si sviluppa nell’arco di una sola notte, è narrata in terza persona dal punto di vista di uno spaventapasseri. Quest’ultimo ne è il protagonista, ma allo stesso tempo, uno spettatore passivo che non può far altro che assistere impotente al consumarsi della tragedia umana. Infatti, una serie di eventi spiacevoli accade davanti ai suoi occhi. Per prima cosa, la risaia della sua padrona viene infestata dalle mosche. Egli si adopera in ogni modo per scacciarle, ma non potendosi muovere, non vi riesce poiché è «come un pezzo di legno, fissato in terra, non può fare neanche mezzo passo liberamente»2. Ciò fa sì che le mosche rovinino tutto il raccolto, unica fonte di sostentamento della povera donna. In seguito, lo spaventapasseri vede una pescatrice intenta a pescare nel fiume per poter sfamare il figlio malato. Successivamente, una giovane donna arriva nei pressi del fiume vicino alle coltivazioni e urlando e piangendo mette fine alla sua vita gettandosi in acqua e annegando. Di fronte a tutte queste situazioni spiacevoli, lo spaventapasseri, pur volendo intervenire, è impossibilitato a causa sua condizione di “pezzo di legno”. Di conseguenza, non può far altro che struggersi dal dolore e cadere a terra anche lui “morto”.

La meraviglia che permea i racconti di Andersen, attraverso la creazione di personaggi di fantasia come animali e oggetti parlanti (Zhai, Gu, 2008), nel racconto di Ye è incarnata proprio dalla stessa figura dello spaventapasseri. Questo personaggio, difatti, assomiglia molto al protagonista della fiaba di Andersen dal titolo Il soldatino di piombo. Sebbene entrambi siano caratterizzati dall’immobilità e siano costretti a subire passivamente varie disavventure, ciò che li “muove” davvero e che costituisce la meraviglia in entrambi i racconti, sono i sentimenti umani che questi oggetti sono in grado di provare: il soldatino di piombo è mosso dall’amore nei confronti di una bambola a forma di ballerina, mentre lo spaventapasseri è mosso da un profondo sentimento di compassione nei confronti della povera gente di campagna.

La bellezza della lingua e dei sentimenti, che è senza dubbio la caratteristica fondamentale delle fiabe di Andersen, possiamo ritrovarla anche ne Lo Spaventapasseri. Questo racconto si contraddistingue per l’uso di un linguaggio semplice, di facile comprensione e, dunque, fruibile anche per un pubblico molto giovane (Zhang, Chen, 2019). Nonostante la semplicità dell’espressione linguistica, Ye riesce a realizzare delle vivide descrizioni dei suoi personaggi, delle ambientazioni e, soprattutto, della natura che fa spesso da sfondo alle sue storie.
Chiaramente anche in questo Ye trae ispirazione dal grande maestro Andersen. Di seguito si riporta un esempio della lingua semplice, immediata e capace di attirare l’attenzione del lettore:

这是当然的 ,田野里夜间的风景和情形 ,只有稻草人知道得最清楚 ,也知道得最多。他知道露水怎么样凝在草叶上 ,露水的味道怎么样香甜 ;他知道星星怎么样眨眼 ,月亮怎么样笑 ;
他知道夜间的田野怎么样沉静 ,花草树木怎么样酣睡 ;他知道小虫们怎么样你找我 、我找你 ,蝴蝶们怎么样恋爱 :总之 ,夜间的一切他都知道得清清楚楚 (Ye, 2000).

Questo è certo, la vista notturna dei campi, soltanto lo spaventapasseri la conosceva bene, anzi la
conosceva benissimo. Sapeva come la rugiada si condensava sull’erba e sulle foglie, com’era dolce
il suo sapore. Sapeva come le stelle brillavano, come la luna rideva. Sapeva com’erano tranquilli i
campi di notte, come fiori, piante e alberi dormivano. Sapeva come i piccoli insetti si cercavano fra loro, come le farfalle si amavano. In poche parole, conosceva tutto della notte.3

Leggendo questo breve estratto, si può facilmente percepire l’immediatezza del linguaggio semplice di Ye, che porta il lettore direttamente sulla scena e lo fa immergere nella natura assieme ai personaggi.
Per quanto riguarda la bellezza dei sentimenti, La piccola fiammiferaia e La Sirenetta sono l’esempio più calzante. In queste fiabe, Andersen con grande abilità trasforma le immagini di morte in bellezza. Sebbene le protagoniste di entrambe muoiano nel finale, nella loro morte vi è una bellezza latente, che è quella dei sentimenti: la piccola fiammiferaia, dopo aver vissuto una vita di stenti, nella morte può finalmente ricongiungersi all’amata nonna, l’unica persona che abbia mai provato affetto per lei; mentre la sirenetta sacrifica la sua vita da immortale per salvare l’amato principe che, però, non ricambia il suo amore. La protagonista preferisce, quindi, trasformarsi in schiuma di mare piuttosto che lasciar morire il suo amato. Nel racconto di Ye la bellezza dei sentimenti si esprime sotto forma di profonda empatia che il protagonista prova nei confronti della povera gente di campagna. Questi fa proprio il dolore degli altri trasferendo su di sé le loro sofferenze. La sua “morte” simbolica alla fine del racconto è dunque la massima espressione della bellezza e della potenza dei suoi sentimenti.

Conclusioni

Con questa breve analisi di un racconto di Ye Shengtao si è voluto porre l’accento sull’influenza della letteratura occidentale sul genere della letteratura d’infanzia. Un’ influenza che, tuttavia, non è stata imposta con aggressività, bensì voluta dagli scrittori cinesi, i quali hanno saputo non solo fare tesoro della lezione di Andersen ma, al tempo stesso, dare alla letteratura d’infanzia delle caratteristiche cinesi. Infatti, nell’arco di un secolo, questo genere è diventato autonomo rispetto alla matrice occidentale. A tal proposito, Lu Xun aveva già preconizzato la fortuna del nuovo genere letterario e affermato che fosse stato proprio il racconto Lo Spaventapasseri di Ye Shengtao a gettare le basi della letteratura cinese d’infanzia contemporanea (Lu, 2006). Infatti, sebbene Andersen abbia continuato ad influenzare le fasi successive della letteratura cinese d’infanzia4 , quest’ultima ha imboccato la propria strada e ha incominciato a brillare di luce propria, come dimostrano gli importanti traguardi raggiunti negli ultimi anni.

Note

  1. Il parere degli studiosi è diviso riguardo chi abbia fatto conoscere i racconti di Andersen in Cina. La maggior parte ipotizza possa trattarsi di Zhou Zuoren o di Luxun (Wei, 2016).
  2. «根木头一样,定在泥土里,半步也不能自由移动», Ye (2000). La traduzione dal cinese è dello scrivente.
  3. La traduzione dal cinese è dello scrivente.
  4. Le altre tre fasi sono: fase anni Cinquanta-Sessanta, fase anni Ottanta, fase anni Novanta-oggi (Zhai,Gu, 2008).

Bibliografia

  1. Lu Xun鲁迅. (2006).译文序跋集 (Raccolta di prefazioni e postfazioni di traduzioni) Pechino: Renmin wenxue chubanshe;
  2. Wang Quangen王泉根.(1981).安徒生童话的艺术 (L’arte delle fiabe di Andersen),Xinanshifandaxue Yueyuanbao, 15(8), pp.43-49;
  3. Wei Liuying, 魏刘英. (2016).中国现代文学三十年的童话的研究 (Studio su trent’anni di fiabe nella letteratura cinese moderna). Tesi magistrale Shanxi University;
  4. Yang Wenhua, 杨文华. (2011).安徒生童话背景下的中国童话 (La fiaba cinese nella cornice delle fiabe di Andersen). Wenjiaokeliao.10, pp. 28-20;
  5. Ye Shengtao, 叶圣陶. (2000). 稻草人 (Lo Spaventapasseri). Pechino: Renmin wenxue chubanshe;
  6. Zhai Jiawei, 翟佳薇, Guyan顾琰. (2008).安徒生童话背景下的中国童话的变革与创新 (Il cambiamento e l’innovazione della fiaba cinese nella cornice delle fiabe di Andersen), Changzhou gongxueyuanyuan xuebao. 26(3), pp. 46-51;
  7. Zhangyu 张宇, Chen Mengyao, 陈梦瑶. (2019).浅析安徒生童话的美育价值 (Analisi del valore dell’istruzione estetica delle fiabe di Andersen),Wenjiaoziliao, 16, pp.12-13;
  8. Zhou Bowen周博文. (2018).文学研究会、<儿童世界>与 叶圣陶儿童文学的创作生成(Convegno di letteratura “Il mondo dei bambini” e la produzione letteraria di Ye Shengtao). Jiangnandaxue xuebao, 17(4), pp. 77-84.

Sitografia

  1. Magagnin P. (2021). Storie cinesi per l’infanzia globale. Uno sguardo al fenomeno Cao Wenxuan, Numero Dodici: zhongguo gushi, Sinografie, [consultato il 9 marzo 2022], disponibile da:

https://sinosfere.com/2021/01/15/paolo-magagnin-storie-cinesi-per-linfanzia-globale-uno-sguardo-al-fenomeno-cao-wenxuan/;

Foto in articolo

  1. Andersen fotografato da Thora Hallager nel 1869, Wikipedia

https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Christian_Andersen#/media/File:HCA_by_Thora_Hallager_1869.jpg

2. Ye Shengtao, cpcnews, Liu Lu,

http://cpc.people.com.cn/BIG5/n/2013/0906/c83084-22827391.html

Veronica Di Silvestre

Referente Sezione Cina. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Occidentali e Orientali presso l’Università degli Studi di Macerata in cinese e inglese e ha proseguito gli studi presso la stessa università conseguendo una laurea magistrale in Lingue, Culture e Traduzione letteraria. Ha discusso una tesi magistrale incentrata su sulla poesia dell’esilio cinese, frutto dell’opposizione da parte dei letterati nei confronti del potere politico prendendo come riferimento due poeti antichi Qu Yuan e Su Shi e due poeti contemporanei Bei Dao e Yang Lian.
Nel 2018, grazie ad una borsa di studio di Han Ban, ha avuto occasione di studiare un anno presso la Nanjing University. Attualmente sta conseguendo un dottorato in letteratura contemporanea presso la Beijing Normal University di Pechino sulla produzione poetica di Bei Dao e Yang Lian dopo aver lasciato la Cina.
Recentemente ha avuto esperienza come lettrice di lingua italiana presso la Beijing Normal University dove ha insegnato per due semestri a distanza. Allo stesso tempo, presso la stessa università, ha seguito dei corsi di lingua e cultura cinese da remoto.
Il suo principale ambito di ricerca è la letteratura cinese contemporanea ma è interessata anche alla storia cinese, i temi di attualità e l’arte antica.

Pubblicato da Veronica Di Silvestre

Dottoranda in Letteratura Cinese Contemporanea presso la Beijing Normal University Membro della redazione della Rivista Asiatika sezione Cina

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