Hong Kong e l’etica della cura

di Chiara Paiocchi

Con ‘cura’– concetto spesso e discutibilmente associato alla figura femminile (Bogaert, Ga, 2009) – si intendono tutte le attività che includono il mantenimento, lo sviluppo e il ripristino del mondo in cui viviamo e la conseguente possibilità di continuare a viverci nel miglior modo possibile. Tale mondo include il nostro corpo, noi stessi (la nostra mente e psiche) e l’ambiente in cui abitiamo. Il modo in cui le persone si prendono cura l’una dell’altra è uno dei tratti che caratterizza l’essere umano: si considera quindi la cura come una delle attività che lo contraddistingue (Holstein, Mitzen, 2001).

Altro elemento fondamentale e caratterizzante della cura è l’essere un insieme di azioni, non di principi o regole. La modalità con cui si manifesta, dipende dallo stile e dalle condizioni – nonché dalla morale adottata – di chi vi è implicato. Il concetto di cura non si limita esclusivamente ad indicare il lavoro delle case di cura e i servizi offerti dal mercato, come l’attività di una domestica o di una badante, ma comprende anche aspetti legati al nostro vivere quotidiano e alle politiche di governo (Holstein, Mitzen, 2001). La morale a cui fa riferimento è l’etica della cura, distinta dall’etica della giustizia, dalla quale scaturiscono leggi e norme.

Secondo gli studi di Joan Tronto (1987), l’etica della cura e l’etica della giustizia sono rispettivamente correlate ad un’attitudine più empatica nel primo caso, e ad una più distaccata ed oggettiva nel secondo.  Per via del suo aspetto più soggettivo e della preferenza per le relazioni personali, l’etica della cura viene criticata in quanto “teoria etica incompleta”, tendente al favoritismo e, di conseguenza, all’omissione della giustizia oggettiva. Secondo alcune teorie, infatti, il suo coinvolgimento emotivo può portare a paternalismi, inganni, parzialità e irrilevanza (Bogaert, Ga, 2009).

Alcuni esperti hanno associato il pensiero confuciano con l’etica della cura. Infatti, le loro teorie hanno sostenuto che nelle società in cui vi era stata una maggior diffusione della filosofia sopra citata, si fosse verificato un maggior sviluppo dell’etica della cura e, come diretta conseguenza, la creazione del sistema sanitario pubblico. L’esempio che è stato preso come riferimento è quello di Hong Kong (Tao Lai-Po Wah, 1999). Uno dei punti cardine del confucianesimo è il ren 仁, tradotto come l’amore per il prossimo, spirito umanitario, benevolenza. Ren, attività che contraddistingue l’essere umano, è inteso come facoltà che coinvolge ogni individuo, rivolgendosi quindi sia a chi compie l’azione e sia a chi la riceve. Questo coinvolgimento lo si rivedrebbe anche nella massima: «Non imporre agli altri ciò che non desidereresti per te stesso» (Scarpari, 2010). Curare gli altri quindi, secondo Confucio, non implicherebbe la mancanza di attenzioni e di cure anche per sé stesso (Tao Lai-Po Wah, 1999).

Attualmente, Hong Kong è caratterizzata da un sistema sanitario pubblico, affiancato da servizi privati all’interno degli ospedali. Vi sono, tuttavia, anche altri elementi che contribuiscono a fornire servizi privati mirati alla cura, come ad esempio quelli offerti da collaboratori e collaboratrici domestiche.

Che siano prestazioni pubbliche o private, la loro presenza ha fatto sì che Hong Kong potesse essere definita come uno dei posti al mondo in cui, grazie anche alla tradizione confuciana, venissero maggiormente applicati i principi di benevolenza, aiuto e amore per gli altri. In poche parole, una società fondata sulla compassione e sulla cura (Tao Lai-Po Wah, 1999). 

Secondo studi precedenti all’inizio dell’epidemia di COVID-19, negli ultimi anni, Hong Kong era riuscita a crescere economicamente a tal punto da classificarsi come uno tra i luoghi con il più alto benessere al mondo (Credit Suisse, 2019). Tuttavia, è anche tra quelli con più ampia disparità di ricchezza (Constable, 2014). Hong Kong infatti, è anche spesso criticata per essere il palcoscenico di numerose differenze sociali e di genere, di idee e risorse iniquamente scambiate e organizzate transnazionalmente (Lim, 2016).

Tali disparità sociali, includono scarsa attenzione e riconoscimento a chi svolge importanti funzioni nella società, tra cui quella della cura. Salari estremamente bassi, alloggi inadeguati e, talvolta, abusi fisici e psicologici sono tra le condizioni di vita più frequenti di chi migra ad Hong Kong per lavorare come collaboratore o collaboratrice domestica (Constable, 2014).

Jordan Merrick – Hong Kong

Al momento, diversi studi sul tema rimettono in discussione la concezione di una Hong Kong fondata sulla benevolenza e sulla compassione, nonché sui principi confuciani, incentrati sull’attenzione per gli altri e sul reciproco benessere. Seguendo la logica confuciana, infatti, chi svolge tali mansioni dovrebbe poter contare sulla reciprocità del loro rapporto, trarne benessere e ottenere il riconoscimento delle proprie azioni (Tao Lai-Po Wah, 1999). I numerosi casi di abusi e di pessime condizioni di vita, dimostrerebbero invece il contrario. 

Attribuire il merito del sistema sanitario pubblico esclusivamente al confucianesimo sarebbe inoltre un errore: essendo da tempo un porto molto importante per scambi commerciali ed avendo sperimentato il dominio coloniale, Hong Kong si è sviluppata ed è cresciuta in un contesto multiculturale, in cui tradizioni e religioni diverse hanno interagito tra loro creando la Hong Kong attuale. Di conseguenza, attribuire il merito dell’introduzione di certi servizi solo ad una delle tante influenze che sono passate per Hong Kong, vorrebbe dire eliminare una parte importante del suo sviluppo. Recentemente, sono state sollevate anche altre opinioni riguardo l’attenzione e l’applicazione in questo territorio dei principi legati alla cura: secondo questi studi, infatti, contrariamente a ciò che sostengono le teorie a favore dell’influenza confuciana sull’attenzione per il prossimo, il governo di Hong Kong è sempre stato restio ad applicare riforme a favore della cura, a meno che non vi fossero specifiche motivazioni economiche o politiche (Leung, Bacon-Shone, 2006). Ciò, sarebbe dovuto ad una generale indifferenza verso l’ambito sociale, rafforzata dai principi del laissez-faire e dalle forze del mercato.

Come l’educazione, in questo tipo di società, la sanità è concepita generalmente come condizione necessaria per ottenere un buon lavoro. Nel momento in cui la salute interferisce con lo svolgimento del proprio lavoro o del godimento della propria vita personale, allora ottiene maggior rilievo. A livello più generale, l’importanza della sanità si riconsidererebbe in casi di pandemie o di circostanze altrettanto estreme che impediscono il corretto funzionamento del sistema produttivo e del mercato. Si potrebbe quindi assumere che, al contrario di come si è sostenuto, la cura non sia uno dei principi cardine su cui si è sviluppata Hong Kong.  Al contrario, potrebbero invece esserlo profitto e crescita economica (Leung, Bacon-Shone, 2006).

Di conseguenza, oltre ad affermare che il sistema pubblico sanitario di Hong Kong non sia dovuto esclusivamente all’eredità confuciana, quanto invece ad un insieme di eventi e culture che l’hanno caratterizzata, si potrebbe anche sostenere la teoria per cui non vi sia realmente una vera attenzione all’ambito della cura, la quale invece viene penalizzata dal sistema di disuguaglianze sociali vigenti.

Bibliografia

  1. Bogaert, D. K. G., Ga, O. (2009), Feminism and the ethics of care, South Africa Family Practice, Taylor & Francis Group, Medpharm.
  2. Constable, N. (2014), Born Out of Place: Migrant Mothers and the Politics of International Labor, Hong Kong, Hong Kong University Press.
  3. Credit Suisse (2019), Research Institute: Global wealth report 2019.
  4. Holstein, M., Mitzen, P. B., (2001), Ethics in Community-Based Elder Care, New York, Springer Publishing Company.
  5. Leung, G. M., Bacon-Shone, J. (2006), Hong Kong’s Health System: Reflections, Perspectives, and Visions, Hong Kong, Hong Kong University Press.
  6. Lim, A. (2016), Transnational Organising and Feminist Politics of Difference and Solidarity: The Mobilisation of Domestic Workers in Hong Kong, Asian Studies Review, Volume 40, Routledge – Taylor and Francis Group.
  7. Scarpari, M. (2010), Il confucianesimo: i fondamenti e i testi, Torino, Piccola Biblioteca Einaudi.
  8. Tao Lai-Po Wah, J. (1999), Does it Really Care? The Harvard Report on Health Care Reform of Hong Kong, Hong Kong, Journal of Medicine and Philosophy, Vol 24, No. 6., Swetz and Zeitlinger.
  9. Tronto, J. C. (1987), Beyond Gender Difference to a Theory of Care, Chicago, The University of Chicago Press. 

Chiara Paiocchi

Laureata presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nel corso di Lingue, Economie e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa Mediterranea con specializzazione in Lingua, Società e Istituzioni della Cina contemporanea. La sua tesi di laurea magistrale, basata su delle interviste portate personalmente avanti sul posto, si è focalizzata sulla condizione legale e sociale delle collaboratrici domestiche immigrate ad Hong Kong. I suoi interessi spaziano dagli studi sociali, alle relazioni internazionali e agli studi di genere.

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