Tomo, Naomi, Kazuko: la rappresentazione delle voci femminili nella letteratura giapponese moderna

Quello dell’emancipazione femminile è un percorso complesso e difficile, che nonostante gli enormi progressi si può considerare ancora oggi ben lontano dall’essere concluso. Nel corso dei secoli tante sono state le autrici che hanno cercato di inserire e far ascoltare la propria voce nei contesti letterari dominati dagli uomini.

Confessioni letterarie: il rapporto tra realtà e invenzione in Ningen shikkaku e Kamen no kokuhaku

Non sono pochi gli autori giapponesi che sono riusciti a rimanere impressi nella memoria del popolo per i propri successi letterari, specialmente se si parla della letteratura del XX secolo. Si distinguono però, in questo contesto, due personalità che sono riuscite ad attirare i lettori non solo per la grande capacità espressiva, ma anche per aver reso molto spesso sé stesse e la propria vita, in maniera più o meno cosciente, oggetto di cronaca. Si tratta di Tsushima Shuji 津島 主事 (1909-1948) e Hiraoka Kimitake 平岡 公威 (1925-1970) meglio ricordati attraverso i rispettivi pseudonimi letterari: Dazai Osamu 太宰 治 e Mishima Yukio 三島 由紀夫. 

Umano e non-umano: figure di gatti nella narrativa di Natsume Sōseki e Murakami Haruki

Tanti sono i titoli e le opere che il popolo giapponese ha dedicato alle figure dei gatti, con le quali sembra sentire un’affinità particolare. A volte sono i compagni di viaggio (e di vita) dei personaggi, altre i veri ne propri protagonisti, altre volte ancora diventano metafora e allegoria, il riflesso dei turbamenti non solo di chi dà vita a questi personaggi, ma anche di tutta la generazione di cui gli autori fanno parte.

L’apporto delle filosofie occidentali in “Iki no kōzō”

Correva l’anno 1930 quando, dopo un lungo soggiorno in Europa, Kuki Shūzō (1867 – 1941) pubblicò al ritorno in madrepatria quello che è considerato il suo capolavoro, Iki no kōzō 「いき」の構造, conosciuto in italiano come “La Struttura dell’iki“.