Confessioni letterarie: il rapporto tra realtà e invenzione in Ningen shikkaku e Kamen no kokuhaku

Non sono pochi gli autori giapponesi che sono riusciti a rimanere impressi nella memoria del popolo per i propri successi letterari, specialmente se si parla della letteratura del XX secolo. Si distinguono però, in questo contesto, due personalità che sono riuscite ad attirare i lettori non solo per la grande capacità espressiva, ma anche per aver reso molto spesso sé stesse e la propria vita, in maniera più o meno cosciente, oggetto di cronaca. Si tratta di Tsushima Shuji 津島 主事 (1909-1948) e Hiraoka Kimitake 平岡 公威 (1925-1970) meglio ricordati attraverso i rispettivi pseudonimi letterari: Dazai Osamu 太宰 治 e Mishima Yukio 三島 由紀夫. 

Uguaglianza di genere e politica: si può fare di meglio

Secondo stime del World Economic Forum (WEF) il Giappone  è posizionato al 120esimo posto su 156 nazioni per quanto riguarda la disparità di genere (gender gap) che figura come la ‘più profonda tra le economie avanzate’.  Le donne hanno avuto il diritto di voto dopo la fine della seconda guerra mondiale e quando, nel 1946, 13.8 milioni di loro esercitarono questo diritto per la prima volta, 39 donne vennero elette membri della Dieta (il principale organo di governo giapponese).

Kōshin shinkō: un culto sull’orlo dell’oblio

Durante i periodi Nara (710-784) e Heian (794-1185), si ebbe una massiccia importazione della cultura cinese alla quale conseguì la penetrazione di diversi elementi del taoismo nell’arcipelago, uno di questi, il cosiddetto Kōshin shinkō 庚申信仰, ossia il culto di Kōshin, è probabilmente l’esempio più noto dell’influenza taoista in Giappone.

“La ragazza del convenience store”: L’illusione di una società moderna raccontata da Murata Sayaka

Sayaka Murata si è fatta strada nel mondo della scrittura a partire dal 2003, presentando al pubblico giapponese e, successivamente al mondo intero, il suo talento. La sua è stata una vera e propria scalata verso il successo, confermato con diversi premi letterari, tra cui, il più recente Premio Akutagawa, ottenuto grazie al bestseller La ragazza del convenience store (Konbini Ningen コンビニ人間) del 2016, opera che ha venduto oltre 700.000 copie nel paese del Sol Levante.

Umano e non-umano: figure di gatti nella narrativa di Natsume Sōseki e Murakami Haruki

Tanti sono i titoli e le opere che il popolo giapponese ha dedicato alle figure dei gatti, con le quali sembra sentire un’affinità particolare. A volte sono i compagni di viaggio (e di vita) dei personaggi, altre i veri ne propri protagonisti, altre volte ancora diventano metafora e allegoria, il riflesso dei turbamenti non solo di chi dà vita a questi personaggi, ma anche di tutta la generazione di cui gli autori fanno parte.

Lafcadio Hearn e le ombre del cambiamento

Nei suoi testi, dice Hofmannsthal, si ritrova “la vita interiore del paese”, i più remoti villaggi in contrapposizione con quello che il Giappone stava diventando con l’avvento dell’epoca Meiji (1868-1912). La forte spinta verso la modernizzazione stava modificando il setting cittadino ma anche il modo in cui lo spazio urbano veniva concepito e assumeva uno o l’altro significato

Immagini di guerra: Ukiyoe e nazionalismo giapponese nelle opere di Kobayashi Kiyochika

Dal punto di vista artistico, il periodo Meiji diventa un ponte di collegamento tra tradizione e modernità, creando terreno fertile per la nascita di nuove correnti artistiche “contaminate” proprio dal contatto con gli europei. Molti artisti quindi, iniziano a sperimentare tecniche e materiali stranieri, dando nuova linfa, nonché una nuova direzione, all’arte giapponese.

Barakei: la fotografia come performance

Sul finire degli anni Cinquanta, lo Tsuda Nobutoshi Dance Studio di Tokyo fu un luogo di spiccato interesse per la danza contemporanea giapponese. Fu infatti sede per le esercitazioni del danzatore Hijikata Tatsumi, celebre per essere stato tra i fondatori della danza butō1 舞踏 . La nascita del butō viene fatta risalire al 1959, quando Hijikata si esibì presso la Dai Ichi Seimei Hall 第一生命館 di Tokyo; l’opera portata in scena, Kinjiki 禁色 (Colori Proibiti), si ispirava liberamente all’omonimo romanzo di Mishima Yukio.

L’archetipo del Bambino Divino nel Buddhismo Esoterico

In Giappone, i termini utilizzati per definire il “bambino” sono molteplici e fanno tutti capo a delle sfumature di significato legate a fattori di natura differente, di cui l’età e le origini sociali ne sono un esempio. Il termine più ricorrente, soprattutto in ambito artistico, è quello di chigo, ma anche dōji 童子 e wakamiya 若宮 sono forme altrettanto comuni.

Sognando l’America: il rifiuto del Giappone nei romanzi di Murakami Ryū

Murakami Ryū (1952), noto scrittore in Giappone al pari del suo omonimo Murakami Haruki (1949), cresciuto vicino alla base americana di Sasebo, Nagasaki, racconta nei suoi romanzi storie di giovani giapponesi che sognano l’America. Attraverso l’uso di droghe o attività sessuali estreme, i personaggi dei suoi romanzi vivono la loro vita condizionati da un’immagine fortemente polarizzata dell’America come luogo cool e di estrema libertà.