L’influenza di Andersen nella letteratura cinese d’infanzia

La letteratura cinese d’infanzia negli ultimi anni sta conoscendo un successo sempre maggiore. I valori universali sottesi ai racconti tipicamente cinesi suscitano un crescente interesse a livello internazionale.

Yun Dongju: l’anima poetica portavoce di un popolo

Attraverso la composizione di versi carichi di malinconia, riverbero dello stato d’animo di un popolo intero, il poeta è riuscito a trasmettere quei sentimenti caratterizzanti il periodo della colonizzazione giapponese.

Web Novel: Quando internet cambia il mondo della letteratura

Il seguente articolo intende rivolgere uno sguardo all’impatto sulla cultura cinese di massa delle web novel, ovvero pubblicazioni letterarie la cui condivisione avviene periodicamente attraverso piattaforme online apposite. Il loro contenuto leggero e principalmente adolescenziale ha riscontrato molto successo tra i giovani cinesi e la loro popolarità ha permesso la nascita di un vero e proprio business in grande espansione. Nell’analizzare le loro origini e caratteristiche principali, per poi concentrarsi sull’enorme e recente successo ottenuto, in particolare grazie agli adattamenti televisivi e/o cinematografici, si approfondirà il modo in cui le web novel stanno cambiando il mondo della letteratura cinese grazie alla maggiore libertà di pubblicazione.

Recensione: “Io ci sarò” – Shin Kyung-sook

“Una società violenta e corrotta ci impedisce di comunicare l’uno con l’altro. Una società che ha paura della comunicazione non può risolvere alcun problema. Più si addossa la responsabilità sugli altri e più si diventa violenti.”

L’amore ai tempi del Mujong 

Il XX secolo ha visto la Corea affrontare inenarrabili sfide che hanno avuto ripercussioni in ogni ambito della vita dei suoi abitanti. Per la popolazione coreana non si è trattato solamente di gestire incursioni, combattere la colonizzazione nipponica, assistere ad una guerra fratricida e risollevarsi dalla miseria economica che gravava sul Paese spaccato nella seconda metà del secolo

Confessioni letterarie: il rapporto tra realtà e invenzione in Ningen shikkaku e Kamen no kokuhaku

Non sono pochi gli autori giapponesi che sono riusciti a rimanere impressi nella memoria del popolo per i propri successi letterari, specialmente se si parla della letteratura del XX secolo. Si distinguono però, in questo contesto, due personalità che sono riuscite ad attirare i lettori non solo per la grande capacità espressiva, ma anche per aver reso molto spesso sé stesse e la propria vita, in maniera più o meno cosciente, oggetto di cronaca. Si tratta di Tsushima Shuji 津島 主事 (1909-1948) e Hiraoka Kimitake 平岡 公威 (1925-1970) meglio ricordati attraverso i rispettivi pseudonimi letterari: Dazai Osamu 太宰 治 e Mishima Yukio 三島 由紀夫. 

Esilio e poesia: un viaggio nella poesia di Bei Dao

L’esilio nella letteratura cinese è una sorta di leitmotiv che unisce la letteratura del passato a quella del presente. Infatti, fin dall’epoca pre-imperiale, il Potere ha sempre cercato di reprimere ogni tentativo di critica e di espressione di idee personali da parte dei letterati bandendoli dal Paese. L’esilio, per questi coraggiosi poeti, si è rivelato un’inesauribile fonte di energia creativa che ha permesso loro di sondare le profondità del proprio Io che già da tempo volevano esplorare.

Lafcadio Hearn e le ombre del cambiamento

Nei suoi testi, dice Hofmannsthal, si ritrova “la vita interiore del paese”, i più remoti villaggi in contrapposizione con quello che il Giappone stava diventando con l’avvento dell’epoca Meiji (1868-1912). La forte spinta verso la modernizzazione stava modificando il setting cittadino ma anche il modo in cui lo spazio urbano veniva concepito e assumeva uno o l’altro significato

Recensione: “Il Poeta” – Yi Mun’yŏl

L’essenza della poesia sta unicamente nel suo valore. Non deve prostrarsi dinanzi ai potenti, non teme la conoscenza. Non ha riguardo per i ricchi, né per il risentimento dei poveri. Non si può misurare sulla base di ciò che è giusto o ponderare sulla scala di ciò che è vero. La poesia è libera, la poesia è autosufficiente. (Yi Mun’yŏl)